Biogas

Con la tecnologia EISENMANN è possibile realizzare in tempi brevi impianti da 100 kW sino ad 1 MW e oltre. Gli impianti sono costruiti interamente in acciaio.
Il modulo base  (250 kW) è composto da un carro miscelatore con coclea di alimentazione, un fermentatore principale orizzontale, un fermentatore secondario verticale e da una cabina cogenerativa.

 



Di seguito è illustrato lo schema di funzionamento


Caricamento del substrato

Il substato viene immesso nel carro miscelatore una volta al giorno ed automaticamente verrà caricato nel fermentatore principale tramite la coclea (una volta ogni mezzora). Nel caso che sia presente anche del substrato liquido questo può essere pompato direttamente nel fermentatore principale.

Il fermentatore principale orizzontale

Rappresenta la novità tecnologica nel mondo del biogas. All’interno è presente un agitatore orizzontale che  costantemente (circa 4 r/minuto) miscela la massa evitando la formazione di strati flottanti. La temperatura di esercizio di circa 39° (fermentazione mesofila) è ottenuta con il riscaldamento della parete del fermentatore.

I vantaggi rispetto alla tecnologia del fermentatore verticale sono i seguenti:

1. Tenore elevatissimo di Sostanza Secca del substrato (fino a 32%) che consente anche l’impiego di materiali molto secchi e leggeri (es. paglia) che in un vascone verticale “galleggierebbero”. L’elevata SS consente di avere un minore ingombro volumetrico totale dell’impianto che nel caso dei 250 kW è di circa 1000 metri cubi (270 Ferm. Principale e 750 Ferm. Secondario). Lo stesso vantaggio lo riscontriamo per le dimensioni della vasca di stoccaggio del digestato che “esce” fuori a circa il 15% di SS.

2. Estrazione dei materiali pesanti (ciottoli, sabbia ecc) che sono normalmente presenti nei substrati attraverso le apposite aperture evitando il grave problema della stratificazione che costringe gli operatori a svuotare i fermentatori verticali con un enorme costo economico

3. Ottimizzazione della resa in biogas grazie alla “suddivisione” del fermentatore principale in zone di specializzazione batterica. Il substrato il cui tempo di permanenza nel fermentatore è di circa 15-18 giorni fa un percorso (nello schema da sinistra a destra). E’ ovvio che il materiale che periodicamente viene immesso nel fermentatore non si miscela con quello già parzialmente digerito realizzando in questo modo una zona dove agiscono i batteri idrolitico-fermentativi e via via gli acidogenici, gli acetogenici, i solfato-riduttori ed infine i metanigeni.

I nostri impianti di biogas hanno una struttura modulare. Così garantiamo

• qualità costantemente alta
• tecnica efficace
• massima disponibilità
• rapidità di fornitura e brevi tempi di montaggio
• subfornitori noti e affidabili
• minimo rischio tecnico

La struttura modulare permette

• l’adeguamento delle prestazioni in funzione delle esigenze individuali del cliente
• l’ampliamento degli impianti

Gli impianti modulari di biogas funzionano a ridondanza, il che significa che una parte dell’impianto continua a funzionare anche in caso di avarie o di operazioni di manutenzione.
Il nostro fermentatore principale è un fabbricato EISENMANN. Si tratta di un digestore orizzontale con flusso a pistone, dotato per tutta la lunghezza di agitatori a funzionamento continuo.

I vantaggi del digestore orizzontale con flusso a pistone sono:

• alto flusso di substrato con un digestore di volume nettamente inferiore se comparato ad una vasca di miscelazione
• fermentazione ideale che rende il substrato pompabile a contemporaneo trattenimento del materiale non fermentato

I vantaggi della nostra tecnica di miscelazione sono:

• la miscelazione dell’intero volume impedisce la formazione di strati flottanti
• migliore gassificazione grazie alla miscelazione continua
• è sufficiente una potenza motore inferiore

Inoltre, il fermentatore principale è dotato di un estrattore delle sostanze incompatibili, che permette l’assoluta fluidità del funzionamento limitando al contempo l’usura delle componenti a valle dell’impianto.
La tubazione del gas collegata al postfermentatore è inoltre dotata di uno scarico di emergenza per il substrato.
Nei comparti a rischio di corrosione – in particolare il postfermentatore, le tubazioni del biogas e i tubi del riscaldamento nel postfermentatore – usiamo acciaio inossidabile. La tubazione del substrato, così come il fermentatore principale, nel quale non circola ossigeno, sono realizzati in acciaio normale.
La scelta della fondazione continua per il fermentatore principale consente di ridurre nettamente la sigillatura della superficie del suolo rispetto agli impianti con più vasche di miscelazione.
L’elasticità dell’acciaio e il minore ricorso a elementi in calcestruzzo aumenta la sicurezza antisismica dei nostri impianti.
Meno opere edili garantiscono inoltre tempi di realizzazione più rapidi.

L’alta capacità biologica di carico dei sistemi con flusso a pistone permette di realizzare impianti con serbatoi di fermentazione di dimensioni più contenute. I nostri fermentatori sono più bassi e più  piccoli di quelli di impianti a equivalenti prestazioni ma dotati di vasche di miscelazione.
I nostri serbatoi sono dotati di tubi del riscaldamento in acciaio con ampia superficie di contatto. I fermentatori e le tubazioni del substrato sono isolati con lana minerale e rivestiti in lamiera zincata.
Ciò le rende resistenti alle intemperie.
Sia il nostro fermentatore principale, che anche le tubazioni del substrato (pompe incluse), sono completamente fuori terra e ben accessibili da tutti i lati. La ricerca e eliminazione di eventuali perdite sono quindi rapide e facili.
L’impianto di biogas è automatizzato al massimo. Il controllo dell’impianto si basa sulla parametrizzazione dei valori di carico del substrato, che avviene quindi in maniera continua e mirata.
Tutti i serbatoi sono dotati di più sistemi di allarme che ne impediscono il sovraccarico o il sottocarico, così come di valvole di sicurezza di sovrapressione/depressione.
In caso di avaria del sistema di controllo, gli agitatori nel fermentatore principale funzionano autonomamente, per cui non si possono assolutamente verificare situazioni critiche.
Le fasi di processo sono protocollate dal sistema. Il gestore dell’impianto riceve i dati relativi allo stato dell’impianto di biogas direttamente sul telefono cellulare.

EISENMANN produce e fornisce tutte le principali componenti tecniche, inclusi i seguenti servizi:

• direzione dei lavori
• completo montaggio tecnico
• installazioni elettriche
• messa in servizio
• test di funzionamento

Il cliente ha quindi un unico partner per l’intera tecnica degli impianti. Il coordinamento con eventuali altri subfornitori viene organizzato preventivamente da EISENMANN.
I nostri ingegneri garantiscono che il gestore dell’impianto venga intensamente istruito circa l’uso di tecniche e sistemi. Nei primi mesi accompagniamo e assistiamo i nostri clienti fino a quando sono in grado di gestire l’impianto da soli. Poi offriamo loro la nostra completa assistenza biologica.
Nel settore dei servizi curiamo stretti rapporti di collaborazione con i fornitori dei singoli aggregati. Per questo, nella maggior parte dei casi gli interventi di servizio necessari possono essere realizzati  dalle rappresentanze regionali dei nostri subfornitori.
Grazie all’impiego di acciai di qualità e al loro valore di riciclaggio, le spese di smantellamento degli impianti di biogas EISENMANN sono contenute.